Bild Un’integrazione software ben ponderata sotto ogni aspetto

Un’integrazione software ben ponderata sotto ogni aspetto

8. May 2023

Tavola Rotonda con Claudia Andersson, responsabile servizi Previdenza privata, Daniel Maillard, responsabile Service Center Previdenza privata e Andreas Werneburg, responsabile di progetto di Pax.

Di Ivana D’Addario, Marketing Manager di BBT

BBT Software e la compagnia assicurativa Pax si sono spinte laddove pressoché nessuno aveva osato arrivare nel panorama assicurativo svizzero: l’integrazione di un singolo componente software standard in un sistema preesistente e particolarmente complesso. E l’impresa ha avuto successo: dopo 14 mesi, a inizio maggio 2022, il componente BBTLife-Claims della BBTLife Suite è stato integrato, in modo completo e senza errori, nell’architettura IT di Pax. Da allora Pax impiega senza alcuna difficoltà BBTLife-Claims per l’elaborazione delle proprie pratiche connesse a casi di incapacità di guadagno nella previdenza privata.

Succede raramente che un componente software venga integrato senza alcun intoppo, con pochi oneri a carico del cliente, in brevissimo tempo e al prezzo fisso concordato. Un’integrazione software di questo genere è particolarmente degna di nota nel settore assicurativo svizzero, caratterizzato da architetture di sistema spesso obsolete e macchinose. Per di più, l’infrastruttura IT di Pax, con ben dodici sistemi gestionali e numerose interfacce di interrogazione, è tra le più articolate del settore. I diversi fattori che hanno contribuito al successo dell’integrazione di BBTLife-Claims in Pax vengono analizzati in una Tavola Rotonda cui partecipano Claudia Andersson, responsabile servizi Previdenza privata, Daniel Maillard, responsabile Service Center Previdenza privata, e Andreas Werneburg, responsabile di progetto di Pax.

Andreas Werneburg (sinistra), Claudia Andersson (centro), Daniel Maillard (destra) di Pax

Possiamo sentirci orgogliosi di essere riusciti, con uno sforzo comune, a integrare BBTLife-Claims in modo tanto efficace, non è vero?

Daniel Maillard: Non era affatto scontato riuscire a raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci eravamo fissati. Ma fin dall’inizio sapevamo che l’impresa era fattibile ed eravamo ben consapevoli di cosa ci serviva: il partner giusto, un intenso lavoro di preparazione e la realizzazione dei migliori presupposti possibili. Oltre agli importanti elementi tecnici, per noi sono stati particolarmente preziosi soprattutto i fattori sociali e la collaborazione tra tutte le persone all’interno di questo progetto. Tutti questi fattori si sono reciprocamente influenzati in modo positivo e hanno portato al successo. Sono molto entusiasta dell’impegno profuso da tutte le parti coinvolte.

Claudia Andersson: A mio avviso sono stati fondamentali i workshop in cui si sono discussi gli «use case», strutturati secondo criteri di efficienza e qualità grazie all’elevata competenza del responsabile di progetto BBT. Anche la collaborazione tra questi e il nostro responsabile di progetto Andreas Werneburg ha funzionato egregiamente, il che ha inciso in modo positivo sul team tecnico. Lo scambio e l’elaborazione di informazioni si sono svolti su base quotidiana.

Sembrerebbe che tutto si sia svolto come da manuale, ed in effetti è andata davvero così. Ma sicuramente ci sono state anche alcune difficoltà impreviste. Come si sono svolte le attività quotidiane presso Pax?

Andreas Werneburg: L’avvio del progetto è stato complicato. A causa delle misure adottate dal Consiglio federale per fronteggiare il Covid-19 abbiamo iniziato il progetto nel 2021 in modalità home office. Oggi non sembra più una cosa tanto fuori dall’ordinario, perché questa modalità si è ormai consolidata; ma all’inizio del progetto la situazione era ben diversa e quasi nessuno era solito lavorare da casa. A maggior ragione è stato quindi fonte di soddisfazione vedere con quanta autodisciplina tutti quanti abbiano lavorato sin dal primo giorno, tanto da Pax quanto presso BBT, e come abbiano fornito ottimi risultati anche in assenza del rapporto diretto con il team. Sebbene i collaboratori al progetto non si siano mai potuti conoscere di persona fino al momento del Go-Live di maggio 2022, si è da subito instaurata un’atmosfera eccezionale.

La rigorosa disciplina, che da noi costituisce uno standard, è stata davvero straordinaria, tanto nell’analisi delle interazioni tra i sistemi, quanto nella definizione e nel coordinamento di tutte le fasi di lavoro. Vi è stata una costante comunicazione tra gli specialisti e tutte le informazioni sono state trasmesse in modo esemplare. Dalle vostre parole traspare un aspetto particolare: il fattore sociale menzionato in apertura. Come siete riusciti, da parte vostra, a far sì che restasse in primo piano anche nella frenesia delle attività quotidiane legate al progetto?

Andreas Werneburg: Da un lato eravamo molto ben strutturati. Dall’altro, i rapidi iter di comunicazione e la presenza di un sistema gerarchico snello hanno consentito di prendere decisioni in tempi brevissimi. Il sistema di comunicazione trasparente adottato e gestito da Pax ha sicuramente costituito un valore aggiunto in questo ambito. Lo dimostra anche il fatto che dopo ogni release tutti gli interessati venivano invitati ad assistere a una demo con analisi, nel corso della quale era possibile seguire dal vivo l’avanzamento del progetto, fare direttamente domande e fornire suggerimenti. In tal modo abbiamo potuto evitare «brutte» sorprese dovute alle mancanza di trasparenza.

Claudia Andersson: Quando le cose non andavano come sperato (in nessun progetto tutto funziona sempre secondo i piani) era bello vedere che tutte le parti coinvolte cercavano sempre di trovare soluzioni, con energia e con entusiasmo. In un progetto di queste dimensioni ciò è fonte di grande motivazione. Un grande ringraziamento va qui ai responsabili di progetto di BBT e Pax.

L’introduzione dei BBTLife-Claims si è svolta non solo senza problemi, ma anche rispettando il prezzo fisso inizialmente convenuto. È raro riuscire a mantenere il prezzo fisso nelle implementazioni di progetti di queste dimensioni. Numerosi progetti IT superano infatti il budget previsto. Sicuramente ciò è stato merito anche della giusta intesa che si è instaurata tra Pax e BBT; determinante è stata però soprattutto la procedura agile, fondamentale in fase di introduzione di un software standard. La gestione agile dei progetti che caratterizza BBT è presente anche nella cultura aziendale di Pax?

Daniel Maillard: Già da circa cinque anni Pax si avvale di un’impostazione agile nello sviluppo IT. Nell’arco di questo tempo abbiamo costantemente ottimizzato e adeguato i nostri metodi, nel quadro delle nostre possibilità e del nostro contesto, fino a trovare la forma di implementazione ottimale per Pax. I processi agili in questioni IT sono di importanza fondamentale. Il fatto che BBT e noi avessimo punti in comune per quanto concerne l’agilità delle tecniche lavorative ci ha permesso di integrare i BBTLife-Claims nel nostro ambiente a tempo record e in modo straordinario. È stato poi decisivo, in questo ambito, il coordinamento semplice e flessibile con BBT.

Un aspetto interessante: secondo l’esperienza generale, quando si inseriscono novità all’interno di architetture IT complesse, una sostituzione completa di componenti tecnici è rischiosa e costosa, ragion per cui andrebbe attuata gradualmente e con cautela; e questo è tanto più vero nel settore delle assicurazioni, dove l’architettura di sistema è spesso obsoleta e superata. Come si spiega che con Pax le cose si sono svolte diversamente rispetto ad altre compagnie di assicurazioni?

Andreas Werneburg: Nella propria strategia IT, Pax si impegna a mantenersi il più possibile vicino allo standard. Ne consegue che noi preferiamo intervenire sul processo già consolidato piuttosto che sul software. Ovvero: laddove possibile, è sempre meglio evitare una modifica del software in funzione delle richieste specifiche del cliente. Naturalmente ciò non vale sempre; ad esempio, proprio nel campo delle assicurazioni sulla vita si stipulano polizze con durate decennali. Ciò significa che nel corso del tempo determinati prodotti assicurativi non sono più offerti, oppure vengono offerti a nuove condizioni mentre sono ancora in essere i vecchi contratti. Per questi casi speciali effettuiamo degli adeguamenti in base alle esigenze.

Ci siamo trovati in sintonia tra noi anche perché la struttura modulare con software standardizzato è alla base della filosofia di BBT. Perché questo approccio è tanto convincente anche per Pax?

Andreas Werneburg: A Pax conviene continuare a perseguire con costanza l’approccio con software standard e quindi il percorso intrapreso, perché a lungo termine ciò contribuisce a ridurre la complessità del software e a tenere bassi i costi per l’ottimizzazione e l’ulteriore sviluppo. E di ciò beneficiano anche i nostri clienti.

Ho chiesto informazioni internamente: il progetto è stato molto intenso. Ogni quattro settimane, BBT forniva release ben funzionanti: mentre Pax ne testava una, BBT stava già lavorando in parallelo ai «componenti» successivi. Questa serrata pianificazione è uno degli ingredienti segreti della ricetta di successo dei progetti effettuati?

Andreas Werneburg: BBT possiede un’esperienza pluriennale nell’implementazione del proprio software e Pax sapeva, grazie al comune progetto preliminare, quali fossero i requisiti richiesti: per specificarli ulteriormente, la chiave del progetto è stata indubbiamente rappresentata dai nostri workshop interni. Abbiamo quindi cominciato con un’analisi sistematica e definito insieme delle «user story», che nel contempo hanno rappresentato la base per le procedure di test.

Bisogna comunque dire che le singole release, di qualità veramente eccellente, sono state chiaramente il risultato delle conoscenze tecniche di Pax unite alla solida competenza e alla spiccata esperienza pratica di BBT. Ciò si riflette anche nel basso numero di bug rispetto ad altri progetti analoghi. Una menzione particolare va anche all’ottimo sistema di gestione dei test per questo progetto.

Claudia Andersson: Tutto i collaboratori specializzati sono stati coinvolti nei test e, in qualità di collaudatori del software, non hanno solamente potuto approfondire la loro conoscenza del programma: per noi era importante anche che esprimessero la loro opinione e potessero avanzare proposte di miglioramento. L’opportunità di fornire, come futuri utenti, un contributo all’implementazione del nuovo software è stata di forte stimolo per il team. A ciò si aggiunga il fatto che non è stato necessario fornire loro un’ulteriore formazione, perché grazie ai test avevano già un’ottima dimestichezza con il software.

Si è così potuto evitare il ricorso a corsi supplementari. Questa scelta si è rivelata valida anche a lungo termine? Cosa dicono oggi i vostri specialisti?

Claudia Andersson: Sì, al 100%. Consiglio assolutamente di coinvolgere tutti i collaboratori nella fase di test. Ciò garantisce anche la diversificazione all’interno della gestione di questo processo: mentre un collaudatore si focalizza sulla qualità dei dati, un altro si concentra sulla correttezza delle cifre e un altro ancora presta attenzione alla loro rappresentazione. Si tratta di un approccio decisamente proficuo.

Daniel Maillard: Per Pax era importante coinvolgere gli specialisti già fin dalle prime fasi del processo e integrarli come elementi fondamentali dello stesso. La realizzazione di un know-how nell’impiego del nuovo software sin dall’inizio del progetto si è dimostrata una scelta vincente sotto tutti i punti di vista. In tal modo si è generato un elevato grado di accettazione nei confronti del nuovo software da parte dei collaboratori.

Per finire: quali sono secondi voi altri punti in comune tra Pax e BBT?

Daniel Maillard: Il forte impegno congiunto, un atteggiamento di partnership tra pari e la concentrazione e l’impegno nell’implementare con successo un progetto. Il tutto corredato dalla forte motivazione e dalla passione di tutte le persone coinvolte. A ciò si aggiungono anche i vantaggi forniti dalle dimensioni delle PMI BBT e PAX con i loro percorsi decisionali brevi e rapidi.

Signora Andersson, signor Maillard e signor Werneburg, vi ringrazio di cuore per la partecipazione a questa interessante Tavola Rotonda collegiale. Vi auguro di proseguire su questa strada di successo.

Bild Know-how alla portata di tutti: con i nuovi corsi di formazione Sunetplus di BBTSchool

Know-how alla portata di tutti: con i nuovi corsi di formazione Sunetplus di BBTSchool

10. March 2023

Ultimamente, la neonata BBTSchool non mette più al centro solo l’azienda intesa come datore di lavoro, ma anche il singolo collaboratore nel suo ruolo di utente. Come in molti ambiti della quotidianità lavorativa, il gruppo target per i corsi di formazione Sunetplus non solo è cambiato, ma al tempo stesso si è anche perfezionato. Una circostanza importante che ha indotto BBT a ridefinire l’offerta formativa.

Di Ivana D’Addario, Marketing & Communication

BBT Software propone ormai da tempo corsi per gli utenti Sunetplus, tuttavia l’offerta attuale era limitata ed era pensata principalmente per le esigenze delle PMI: ad esempio, se all’interno di queste aziende si formavano nuovi team o quelli già esistenti si modificavano (come succede spesso in caso di aumento delle mansioni da svolgere e delle competenze) oppure se c’era il desiderio di rinfrescare, aggiornare o accrescere le conoscenze dei propri collaboratori. Ora, con la nuova offerta formativa Sunetplus, BBT si rivolge anche alle singole persone. Esiste anche per loro una soluzione a seconda del livello di conoscenze e delle esigenze: del resto, non poteva essere altrimenti presso un fornitore di soluzioni software.

Johannes Van De Kerkhof (sinistra), Matteo Martinelli (destra)

Nuove esigenze, nuove opportunità

«Abbiamo arricchito la nostra proposta di corsi di formazione e abbiamo anche rielaborato i contenuti», spiega Matteo Martinelli, responsabile di team del customer service di BBT. «Lo abbiamo fatto principalmente perché non sempre è possibile decifrare a che punto effettivamente si colloca una persona relativamente alle sue conoscenze di Sunetplus. Le conoscenze non sono omogenee.» È evidente quanto è difficile per le piccole e medie imprese raggruppare più collaboratori con diversi livelli di conoscenze in un gruppo con gli stessi obiettivi di formazione. Ma quali altre novità ci sono? Proviamo a scoprirlo. «In base alla funzione ricoperta e al settore d’impiego, i nostri utenti Sunetplus devono svolgere attività diverse rispetto alle colleghe e ai colleghi dei loro team e, di conseguenza, hanno bisogno di nozioni completamente diverse per acquisire le capacità richieste per Sunetplus. Succede quindi non di rado che all’interno dello stesso team Sunetplus venga utilizzato di più o di meno.» È maturata così l’idea di adattare il contenuto del corso ai potenziali partecipanti e non viceversa. Mi piacerebbe capire meglio come funziona in concreto questa soluzione. Matteo: «È molto semplice: definiamo prima gli argomenti e i contenuti insieme all’utente Sunetplus ed elaboriamo le condizioni generali a livello organizzativo assecondando le sue richieste personali.» Per esprimere il concetto in altre parole: corsi di formazione Sunetplus su base individuale per esigenze personali.

“Il contenuto dei corsi si adatta al potenziale partecipante e non viceversa.”


Matteo Martinelli

Nonostante il discorso dell’individualità: i corsi standard sono sempre molto richiesti in ambito formativo e sono una soluzione logica quando la collaboratrice o il collaboratore può comprendere e categorizzare il proprio livello di conoscenze. «Per questo abbiamo inserito nell’offerta anche corsi normalizzati per utenti principianti, avanzati e per i cosiddetti super utenti», aggiunge Johannes Van De Kerkhof, Sales and Business Development Manager presso BBT. «E siccome al giorno d’oggi grazie al lavoro ibrido e alla trasformazione digitale è molto più semplice non doversi più spostare fisicamente, organizziamo online tutti i corsi di formazione per singole persone.» In questo modo il partecipante risparmia tempo oltre ad approfittare di condizioni vantaggiose. E infine: i corsi Sunetplus per singole persone sono aperti a tutti gli utenti e tutti gli interessati, indipendentemente dall’azienda per la quale lavorano.

Con tutte queste novità, il reparto Marketing non ha potuto esimersi dal creare un nuovo ambiente per l’offerta didattica rielaborata: BBTSchool. Con BBTSchool gli utenti dispongono degli strumenti giusti per affinare la loro conoscenza di Sunetplus, che è stato sviluppato da BBT Software in collaborazione con Suva.

Vi abbiamo incuriosito? Da qui si accede alla nuova offerta dei corsi.

Domande, suggerimenti o iscrizioni? Contattateci:

+41 41 455 30 30
support@sunet.ch

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Volaris Group fonda Vencora

2. November 2022

Volaris Group, società di acquisizioni buy and hold operante a livello internazionale alla quale dal 2017 appartiene anche BBT Software AG, ha creato un nuovo ramo aziendale globale: Vencora.

Toronto, 2 novembre 2022 – Volaris Group (Volaris) ha reso noto oggi di aver fondato Vencora, un nuovo ramo aziendale globale che si concentra sull’acquisizione e la crescita di società produttrici di software e tecnologie per il settore dei servizi finanziari. Mike Dufton, veterano dei settori fintech e insurtech oltre che Volaris Group Portfolio Leader, sarà al comando di Vencora in veste di CEO.

«La vision di Vencora consiste nel creare un ecosistema in forma di piattaforma per il settore finanziario al fine di cooperare, crescere e generare valore aggiunto in un mondo altamente interconnesso», spiega Mike Dufton, che poi aggiunge: «Mettiamo a disposizione delle imprese del nostro portafoglio e ai nostri collaboratori opportunità di crescita e anche risorse e mezzi per poterle sfruttare».

Volaris è leader di mercato nel campo delle soluzioni tecnologiche per assicurazioni, banche e istituti di credito e continuerà con Vencora a costruire sulla base di questo successo. Partendo dalla prima acquisizione nel 2012 Volaris ha costruito un solido portafoglio di 14 società produttrici di software e tecnologie per il settore dei servizi finanziari, che ora vengono gestite sotto l’egida di Vencora. Nel loro complesso queste società danno lavoro a oltre 1200 dipendenti, che in 24 succursali in 69 Paesi offrono soluzioni per oltre 1300 clienti.

I 14 marchi che ora fanno parte del nuovo ramo aziendale Vencora sono AMS (Advanced Management Systems), BBT Software, Covenir, Datapro Inc., Fisa Group, Insuresoft, Kaboodle, payCloud.io, Portfolio+, Red Hawk, Silvervine, SSP, Travisoft e Wellington IT. All’insegna del motto «l’unione fa la forza», queste società di software si scambiano nell’ambito di Vencora servizi, know-how e risorse.

Con Vencora Volaris porta avanti il proprio principio di proprietà a lungo termine, garantendo alle proprie società stabilità e autonomia. Le imprese preservano la propria identità e costruiscono sui risultati ottenuti fino a quel momento. Al tempo stesso hanno accesso da un canto a una comunità globale con processi collaudati e dall’altro a clienti e collaboratori che hanno scelto di dedicarsi al settore dei servizi finanziari.

L’ambito tecnologico nel settore dei servizi finanziari è più cruciale che mai. A fronte delle enormi trasformazioni che il settore sta attraversando, inclusi i continui cambiamenti normativi e l’avvento dell’open banking, alle imprese finanziarie e assicurative servono tecnologie stabili ma anche innovative, al fine di soddisfare le aspettative sempre più alte della clientela.

«Nel complesso siamo ben posizionati sul mercato dei servizi finanziari grazie alla nostra forza globale e alle elevate competenze specifiche che possediamo, cosicché le nostre società riescono a centrare i loro nuovi obiettivi di crescita e noi al tempo stesso possiamo scoprire nuove società di software da accogliere nella famiglia Vencora», spiega Dufton.

Altre informazioni

Chi è Vencora

Con Vencora nascono leggende e si preservano eredità. Vencora offre alle imprese di nuova acquisizione opportunità di business e le risorse per sfruttarle. Vogliamo crescere insieme e allargare la nostra solida famiglia di imprese di software nel settore dei servizi finanziari, per continuare a operare nel migliore interesse di clienti e collaboratori.

Per maggiori informazioni

Jonathan Denbok
Incaricato marketing e strategie Vencora
jonathan.denbok@vencora.com

Ryan Hill
Comunicazione d’impresa Volaris Group
ryans.hill@volarisgroup.com
+1 416 8310305

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